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IL PRESENTE

Chi è, oggi, che si ammala? Perchè? Con quale frequenza e in quali circostanze?

Il diventare ipersensibili a qualche allergene presente nell’ambiente in cui si vive, o sul posto di lavoro o nella propria casa, dipende da molteplici fattori predisponenti spesso tra loro associati.

Il primo fattore è legato ad una certa predisposizione familiare ovvero chi soffre di allergia appartiene ad una famiglia in cui l’allergia è già presente a livello genetico.

Essere predisposti, però, non significa necessariamente essere allergici, ma solo che ci sono delle buone possibilità che questa manifestazione possa esprimersi qualora l’allergene entrerà in contatto con il soggetto predisposto.

Il secondo fattore che può indurre l’allergia è l’esposizione continua ad una sostanza naturale o chimica a causa del proprio lavoro o del particolare ambiente in cui si vive con comparsa di una forte reattività allergenica; ovvero il nostro organismo a seguito del contatto ripetuto con una certa sostanza estranea reagisce in modo ipersensibile con una reazione immunitaria eccessiva che può essere locale o generale.

In base alla zona di contatto con l’allergene si ha una zona di sensibilizzazione dove si verifica la reazione allergica specifica che può essere a livello della mucosa nasale o respiratoria nel caso degli allergeni inalati; a livello della superficie corporea nel caso di un contatto diretto sulla pelle; a livello della mucosa orale o gastro-intestinale nel caso di ingestione alimentare o da farmaci.

pollen-1056342_1280Il terzo fattore dipende dalla natura degli allergeni inalati che variano come concentrazione e diffusione a seconda del ciclo delle stagioni.

Nelle zone climatiche temperate, in primavera, l’impollinazione vede prevalere il polline degli alberi; nella tarda primavera-prima estate aumentano i pollini delle graminacee; in estate cresce il polline delle compositee; con il clima caldo-umido crescono e si diffondono le spore di muffe e funghi; in autunno sale, infine, il polline delle erbe.

La capacità dei pollini diffusi nell’aria di provocare una rinite allergica dipende,anche, dalle dimensioni degli allergeni che possono variare da 10 micron a 100 micron.

Il naso ha una mucosa capace di filtrare particelle superiori ai 10 micron; quelle molto voluminose vengono trattenute e rimangono a contatto della mucosa facendo scatenare la reazione di ipersensibilità, quelle, invece, più piccole attraversano, facilmente, le vie aeree superiori e scendono fino ai polmoni stimolando, anche qui, una reazione allergica.

Il quarto fattore dipende dalla struttura anatomica del naso e dalla sua capacità fisiologica di funzionare come organo depuratore delle impurità, come organo riscaldatore dell’aria inspirata e, infine, come organo umidificatore.

In condizioni normali l’aria passa nelle fosse nasali alla velocità di 2 metri/secondo, si riscalda a circa 36 gradi a contatto dei turbinati ricchi di vascolarizzazione, si umidifica sino al 95% di saturazione a contatto dei liquidi delle ghiandole sieromucose che forniscono circa 500 ml di acqua al giorno e, infine, l’aria inalata viene depurata dall’epitelio ricco di ciglia vibratili che si muovono alla velocità di 4-6 battiti al secondo.

Se sono presenti alterazioni strutturali quali deviazione o perforazione del setto nasale, disfunzioni quali ipertrofia dei turbinati o poliposi nasale l’aria inspirata non può circolare in modo regolare e viene obbligata a stazionare per un tempo più lungo a contatto della mucosa nasale stessa.

Questo fattore associato ad una aria inspirata ricca di pollini e di polveri induce a immediate reazioni locali di ipersensibilità allergica.

Il quinto fattore è fornito dall’incidenza dell’età e del sesso nel facilitare l’insorgere delle malattie allergiche.

La rinite allergica agli acari della polvere si presenta di solito dopo il quinto anno di età, mentre, la pollinosi allergica inizia, in genere, alla pubertà con un picco intorno ai 20 anni per la parietaria.

Nella rinite allergica per i pollini delle graminacee e di altre piante sia di tipo erbaceo che arboreo si raggiungono i più alti livelli attorno alla fascia di età che va dai 25 ai 30 anni.

Per quanto riguarda il sesso vi è una lieve prevalenza dei maschi sino al quindicesimo anno di età, poi, sono le donne a prendere il sopravvento.

Nei paesi industrializzati è, circa, il 18-30% delle donne in età fertile a soffrire di malattie allergiche ma controlli più precisi su vasta scala rilevano, ormai, rischi più elevati, anche, per gli uomini.

Come ultimo fattore importante a far emergere le allergie è legato al forte consumo di antibiotici e di prodotti per l’igiene della casa atti ad eliminare batteri e microrganismi vari sia nel nostro organismo e sia nell’ambiente dove si dimora.

Sembrerebbe che proprio il voler vivere in un mondo completamente asettico e in completa assenza di malattie infettive predisponga maggiormente il nostro sistema immunitario a sbilanciarsi e a diventare iperreattivo nei confronti di ogni sostanza allergenica estranea comprese le sostanze presenti in natura.

Presto online la terza parte!