'' Malattia e guarigione coinvolgono così radicalmente l'uomo intero, nei vari aspetti della sua esistenza, da evocare inevitabilmente il desiderio e il bisogno che esse possono venir indagate proprio tenendo conto di tutti questi vari aspetti, materiali e immateriali, sensibili e soprasensibili''

Rudolf Steiner

Introduzione alla medicina Antroposofica

La medicina Antroposofica sorse nei primi decenni del XX secolo per l’iniziativa e l’intensa collaborazione tra medici e la particolare personalità di Rudolf Steiner, il fondatore dell’antroposofia.

L’Antroposofia considera l’uomo come un microcosmo cioè un’entità complessa costituita da corpo, anima e spirito; ciascuna parte, pur essendo dotata di proprie leggi e ritmi, interagisce in modo attivo e armonico con le altre al fine di realizzare quella meravigliosa unità sintetica, in continua evoluzione, qual è l’uomo stesso.

L’uomo, così costituito, è poi costantemente aperto al macrocosmo o realtà divino-spirituale da cui ha avuto origine e con cui mantiene una stretta relazione e connessione, anche se per lo più inconsapevole.

Questa realtà divino-spirituale, con tutti i suoi diversi piani differenziati, costituisce il mondo invisibile che compenetra strettamente l’uomo, i diversi regni della natura e tutto il mondo materiale visibile e tangibile.

L’Antroposofia, però, non solo riconosce l’esistenza di detti mondi, ma indica anche la via e il metodo affinché queste realtà possono essere incontrate e sperimentate con uno stato di coscienza completamente desto e consapevole, oltre che essere comunicate agli altri uomini con forme di pensiero logico, in modo da offrire una conoscenza chiara e distinta che può essere in ogni momento e liberamente controllata e verificata secondo il proprio buon senso e la propria esperienza.

Per il fatto, poi, di non accettare nel modo più assoluto i risultati di ricerche spirituali derivati da stati di coscienza alterati, quali sono gli stati psicotici, mistici e medianici, e per il suo stesso rigore di pensiero e di metodo, l’Antroposofia può, a buon diritto, dare origine ad una scienza dello spirito che affianca la conoscenza del mondo soprasensibile alla conoscenza del mondo fisico-sensibile della scienza accademica.

In questo modo, dalla ricerca scientifico-spirituale, è possibile non solo ampliare il potenziale delle percezioni umane e giungere ad una più estesa immagine dell’uomo, della natura e dell’universo, più completa e globale, ma anche accogliere quei nuovi impulsi indispensabili ad ogni attività pratica e atti a fecondare ogni ambito dell’agire umano.

Applicazioni della medicina Antroposofica

Per quanto riguarda, in particolare, l’applicazione della scienza dello spirito alla medicina, per le premesse fatte, la medicina Antroposofica si deve considerare come un ampliamento della medicina accademica stessa che viene accolta e accettata in tutti i suoi più moderni aspetti diagnostici e terapeutici.

Oltre alle considerazioni derivate dall’osservazione sensibile corporea del malato, la medicina Antroposofica accosta le osservazioni legate alla natura soprasensibile dell’uomo, sforzandosi di cogliere il modo con cui anche l’anima e lo spirito vengono coinvolti in ogni processo patologico.

Poi dal momento che ogni malattia, sia essa fisica che psichica, si caratterizza per lo squilibrio dei sottili rapporti che si vengono a creare tra il corpo, l’anima e lo spirito è compito del medico aiutare il paziente a recuperare una nuova armonia a tutti i livelli del suo essere per riprendere in piena libertà e responsabilità la guida creativa della propria vita individuale.

Per ottenere quest’obiettivo, il medico Antroposofico si avvale sia di diete alimentari e sia di rimedi naturali tratti dal regno minerale, vegetale e animale, scelti e opportunamente preparati sul piano farmaceutico in modo da stimolare o frenare le forze soprasensibili necessarie alla guarigione; i farmaci, cosi ottenuti, possono essere somministrati sotto diverse forme farmacologiche come gocce, granuli, pomate, ampolle iniettabili, ecc. per raggiungere nella maniera più opportuna ed efficace l’organo o l’apparato da curare.

Oltre a questi presidi la medicina Antroposofica utilizza altre forme terapeutiche volte a sostenere l’interiorità del malato soprattutto dopo shock psichici, gravi interventi chirurgici, malattie debilitanti, patologie ad evoluzione cronica o degenerativa e che comprendono nuove forme di balneoterapia e massoterapia, terapia artistica sotto forma di scultura, pittura, disegno bianco-nero, musicoterapia, canto corale ed, infine, l’ euritmia terapeutica, dove la parola diventata visibile attraverso il movimento, si offre per curare l’uomo ammalato.

Infine, il medico Antroposofico, di comune accordo col paziente, può decidere di rivedere assieme alcuni aspetti della biografia individuale, al fine di cogliere il senso e il significato di periodi particolari della vita, soprattutto se segnati da malattie gravi o ricorrenti: in questo modo viene offerta la possibilità al paziente di rileggere con più distacco i periodi più bui e critici e di individuare quali forze, capacità e talenti si sono potuti sviluppare proprio per il fatto di averli affrontati e superati.

L’uomo non deve mai, infatti, dimenticare che è un essere animico-spirituale, in continua evoluzione e trasformazione rivestito da un involucro fisico, che ha come compito principale quello di lasciarsi sempre di più compenetrare e modellare dallo spirito stesso al fine di rivelare la sua dignità di essere umano capace di vivere in totale armonia con la natura, con gli altri uomini e con il cosmo intero verso cui deve sempre conservare un atteggiamento di profonda devozione e responsabilità.

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