''Sono figlia del sole - mi diceva una lentiggine sul naso di Tizia''

Stanislaw Jerzy Lec

Sul piano anatomico il naso è formato da una struttura in parte ossea e in parte cartilaginea

La parte interna è invece costituita dalle fosse o cavità nasali, che si presentano come due lunghi canali separati dal setto nasale.

Le cavità nasali comunicano con l’esterno tramite le narici, mentre all’interno entrano in rapporto con la parte più alta della faringe (rinofaringe) per mezzo della regione posteriore del naso (coane).

La parte più anteriore delle fosse nasali, detta vestibolo, è ricca di ghiandole sebacee che favoriscono la formazione di lunghi peli rigidi (le vibrisse), i quali formano una specie di filtro che depura l’aria inspirata e impedisce l’entrata del pulviscolo o di piccoli corpi estranei.

Le fosse nasali

Sono divise dal setto, costituito da una parte ossea e da una cartilaginea; la parete laterale delle fosse è invece molto più complessa, in quanto è ricca di formazioni tubolari allungate, dette turbinati, e di meati, nei quali sfociano i seni paranasali e il canale naso-lacrimale.

Le sporgenze dei turbinati e gli anfratti dei meati suddividono l’esiguo spazio delle fosse nasali in diversi piani nei quali le correnti d’aria, durante la respirazione, possono circolare per essere umidificate, riscaldate e depurate in modo adeguato.

L’aria passa nelle fosse nasali alla velocità di 2 m/secondo;a contatto dei turbinati, che aumentano di volume per il flusso sanguigno, si riscalda a 36°, infine si umidifica sino al 95% di saturazione, a contatto dei liquidi delle ghiandole siero-mucose che forniscono circa 500 mi di acqua al giorno.
Inoltre, ogni tre ore circa, le cavità nasali si alternano ciclicamente, aprendosi e richiudendosi, per permettere da una parte la respirazione e dall’altra una giusta resistenza per il riscaldamento dell’aria ispirata.

La mucosa respiratoria è totalmente rivestita da un epitelio ricco di muco e di ciglia vibratili, che si muovono sincronicamente verso il rinofaringe ( 4-6 battiti al secondo).

Nel naso risiedono poi le strutture abilitate a svolgere la funzione olfattiva. Sul piano anatomico la mucosa olfattiva è una regione differenziata della mucosa del naso.
È posta a livello della parte più alta delle fosse nasali (fossetta olfattiva) e deborda sulla parte superiore del setto nasale per un’estensione di 2-3 cm quadrati. (Le dimensioni sono maggiori negli animali più vicini all’uomo: gatto 20 cm quadrati, cane da 30 a 100 cm quadrati.)

Si riconosce facilmente anche a occhio nudo per il suo colore giallo scuro rispetto alla mucosa respiratoria più pallida.

Per stimolare la mucosa olfattiva ed evocare le sensazioni olfattive è necessario che le molecole odorose, che pervengono con la respirazione, siano disciolte in un gas e siano in concentrazione sufficientemente alta.

La fossetta olfattiva, che già durante l’ispirazione normale viene fatta lievemente oscillare dalle correnti d’aria passanti nel naso, sarà ulteriormente stimolata se la velocità del flusso d’aria sarà particolarmente accelerata da brevi e frequenti inspirazioni tipiche di chi sta per fiutare qualcosa.

Questo gesto non solo aumenta la circolazione del flusso inspiratorio ma devia la direzione dell’aria direttamente verso la mucosa olfattiva che viene così investita da una più alta concentrazione di molecole odorose.

Queste molecole per stimolare i ricettori nervosi periferici dell’olfatto devono poi essere disciolte nel sottile strato di muco che riveste tutta la mucosa nasale: solo cosi si può attivare l’impulso nervoso che dalla periferia giunge al cervello dove è possibile avere la consapevolezza della percezione odorosa.

L’olfatto si esplica non solo attraverso le fosse nasali, ma anche attraverso le molecole odorose che risalgono dietro al palato durante la masticazione e la deglutizione del cibo.

La sensazione olfattiva così creata si somma alla stimolazione gustativa per dare una doppia sensazione che si esprime con il termine di flaveur, che si può tradurre come “gusto-effluvio” particolarmente apprezzato da tutti gli stimatori del vino e dai buongustai.

Seni Paranasali

I seni paranasali sono cavità ripiene d’aria (pneumatiche) considerate quasi un prolungamento delle fosse nasali e sono localizzate nella zona delle sopracciglia, e precisamente in corrispondenza delle ossa del massiccio facciale.

Si distinguono dall’alto al basso:

  • I seni frontali sono due cavità simmetriche di dimensioni variabili, situate nell’osso frontale sopra la radice del naso o a lato delle sopracciglia e comunicano con le fosse nasali attraverso un canale che sbocca nella parte centrale del meato.
  • I seni etmoidali sono localizzati in profondità delle masse laterali dell’osso etmoidale dove formano dei labirinti separati da lamelle ossee le cui cellule sono disposte come le cellette di un alveare. Comunicano con le fosse nasali attraverso due orifizi che sboccano nella parte centrale e in quella superiore del meato.
  • I seni sfenoidali sono due cavità scavate nell’osso sfenoidale che si trova dietro le fosse nasali. Sono collegati alle fosse nasali tramite un orifizio che si apre nella parte superiore del meato.
  • I seni mascellari sono due ampie cavità situate nell’osso mascellare, ai lati del naso. Sono in rapporto con le fosse nasali tramite un orifizio nel centro del meato.

I seni etmoidali sono presenti già alla nascita e si sviluppano con la crescita della faccia, mentre i seni frontali prendono forma più tardi, all’età di circa otto anni; infine i seni mascellari rimangono piccoli ancora per molto tempo.

Qual è la funzione dei seni paranasali?

Essi hanno il compito di alleggerire le ossa della faccia, di proteggere la base del cranio dai traumi e dalle vibrazioni sonore, ma anche di isolare termicamente le strutture nervose poste a breve distanza.

Struttura degli Organi dell' Apparato Respiratorio